venerdì 20 dicembre 2013

TECNOLOGICA compie un anno!

Tecnologica oggi festeggia il suo primo anno!

Grazie a tutti i visitatori, i commentatori, i colleghi e soprattutto ai miei alunni che hanno contribuito alla sua crescita offrendo tante volte spunti per "nuove avventure"...

martedì 3 dicembre 2013

LA CERAMICA

E' un materiale antichissimo la cui origine si perde nella notte dei tempi. Infatti la produzione di manufatti e vasi di argilla cruda risale alla preistoria. In seguito, con la cottura, la ceramica acquistò più durevolezza e nei secoli divenne un prodotto sempre più raffinato... La ceramica si fa con argilla, acqua e fuoco. L'argilla, roccia sedimentaria, può essere di vari tipi a seconda del tipo di sabbia e di impurezze presenti. Possono essere inoltre aggiunti additivi come quarzo, feldspati, calcare per ridurre il ritiro e la deformazione conseguenti alla cottura ed aumentarne la fusibilità. Gli impieghi della ceramica sono innumerevoli: edilizia, sanitari, oggettistica.

Come proprietà principali ricordo la durezza, la porosità,
la refrattarietà, la resistenza all'abrasione e allo sfregamento

la plasticità, cioè la capacità di essere modellata in varie forme...

...per riassumere...



In Italia la produzione di ceramica è molto presente, pensiamo alle maioliche artigianali di Faenza, di Vietri, alle piastrelle industriali di Sassuolo o alle ceramiche artistiche di Montelupo Fiorentino. Proprio a Montelupo si trova il Museo della Ceramica che da la possibilità di partecipare anche a Laboratori di manipolazione e decorazione dell'argilla.
                                  
In più occasioni ho avuto modo di accompagnare le mie scolaresche a questo museo.
Qui sotto alcune immagini relative a laboratori svolti negli anni scolastici 2005-2006 e 2008-2009 dai ragazzi della Scuola Secondaria di 1° Grado "Andrea Pisano" di Palaia (PI).

sabato 26 ottobre 2013

ENERGIA MECCANICA

Quando si parla di energia meccanica tre sono i concetti fisici che dobbiamo affrontare: energia potenziale, energia cinetica e il concetto di lavoro.
  • L'energia potenziale è quella forma di energia che è pronta ad agire ma che ancora non sta agendo, come ad esempio l'energia del tuffatore pronto per lanciarsi dal trampolino, quella di un vaso da fiori che sta per cadere dal bordo di un davanzale, di una molla compressa che sta per saltare o di una palla che sta per essere gettata dall'alto;
  • L'energia cinetica invece è l'energia di movimento, il tuffatore che precipita verso l'acqua, il vaso mentre cade dal davanzale, la molla rilasciata che, ad esempio, lancia in avanti la biglia d'acciaio in un flipper, l'acqua di una cascata che scende a valle, una macchina in movimento o la palla che sta cadendo dall'alto;

  • Per lavoro, invece, si intende il prodotto di una forza F per una spostamento che avviene nella stessa direzione della forza                                                                                                                                                  L= F x s                                                                          e non come si potrebbe pensare comunemente una semplice fatica quotidiana, lo studiare o stare in piedi fermi in una posizione.

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per saperne di più clicca sulle immagini!


Per compiere un lavoro però è necessaria energia, maggiore è il lavoro da compiere maggiore è l'energia richiesta. L'unità di misura del lavoro, dell'energia meccanica e dell'energia in generale è il Joule (J). Il Joule è uguale al lavoro compiuto da una forza dell'intensità di 1 N (Newton) per spostare di 1 m il corpo a cui è applicata la forza stessa.

domenica 29 settembre 2013

IL VETRO

Tra tutti i materiali da costruzione il vetro spicca per la sua versatilità e la sua leggera eleganza che gli consentono numerosissime applicazioni, dal cucchiaio alla città. 
Resistente e duro ma fragile, apparentemente solido ma in realtà liquido ad alta viscosità, trasparente, impermeabile, ottico, resistente al fuoco (pirex), bianco, verde o colorato. Se poi viene aggiunto del piombo si ottiene il cristallo. Due sono le categorie in cui viene prodotto: a lastre e cavo.
Ma come nasce il vetro a lastre? ...

... e il vetro cavo, come ad esempio una bottiglia?


Per riepilogare ...


lunedì 23 settembre 2013

L'Energia: Fonti e Forme

L’energia è difficile da definire perché non è una cosa visibile. Si definiscono bene invece gli effetti che seguono ogni sua manifestazione. Ad esempio, quando mangiamo, l’energia chimica contenuta nel cibo viene trasformata dal nostro corpo in energia meccanica, cioè in movimento, e in energia termica, cioè in calore necessario per mantenere la nostra temperatura corporea  intorno a 37°.
Le forme di energia sono allora le sembianze che può assumere una fonte di energia: ad esempio il vento assume l’aspetto di energia meccanica quando fa muovere le pale eoliche, il sole si trasforma in energia elettrica nei pannelli fotovoltaici e la legna in energia termica dentro una stufa.

Alla base di tutto c’è quindi il concetto di trasformazione:
L’energia non si crea né si distrugge ma si può solo trasformare


simbolo dello yin e yang 

Le fonti di energia sono principalmente di due tipi: rinnovabili e non rinnovabili. Nelle rinnovabili troviamo il vento, il sole, l’acqua, il vapore geotermico e le biomasse. Nelle non rinnovabili il petrolio, il carbone, il metano, la legna e l’uranio.
Il concetto di non rinnovabile è legato a sua volta a due concetti: quello di utilizzo e quello di disponibilità. Infatti se prendiamo ad esempio il petrolio vediamo che esso non si può utilizzare più di una volta, come tutti i combustibili, e non ne possiamo disporre all'infinito perché i suoi tempi di formazione sono molto lenti rispetto a quelli di consumo. Le fonti rinnovabili invece si possono usare più di una volta e sono sempre disponibili se pensiamo ai tempi delle nostre aspettative di vita.

In generale le fonti di energia si dicono primarie quando stanno alla base di tutte le altre come il sole e secondarie o derivate quando derivano dalle primarie, come il petrolio, che grazie alla piante fatte crescere dal sole si sono trasformate in combustibili.

domenica 25 agosto 2013

PROIEZIONI ORTOGONALI: il Triedro di Monge

Raffigurare oggetti attraverso le Proiezioni Ortogonali all'inizio non è così semplice vero? Piani, punti di vista, linee di proiezione sono termini ostici quando non siamo abituati a vedere nello spazio e spesso ci si blocca di fronte ad un esercizio dal testo un po’ arduo del tipo: Cubo poggiato con due basi sul P.O. e sul P.V. e ci chiediamo 
"...come si deve disegnare?!"
Partire dallo spazio tri-dimensionale, dalla nostra aula per esempio e poi dal suo modello spaziale, credo che sia più facile per arrivare a comprendere il piano bi-dimensionale del foglio da disegno, ma soprattutto per arrivare a saperlo usare per la rappresentazione di uno o più oggetti con le proiezioni ortogonali.
Osserviamo prima la nostra aula o un’altra stanza qualsiasi mettendoci al centro: cosa vediamo guardando verso il basso, verso destra e dietro di noi? Sicuramente il pavimento, magari poi una carta geografica e dietro la porta d’ingresso. Ora proviamo a ricostruire questa situazione spaziale costruendo un modellino cartaceo con un foglio da disegno, matita e pennarelli. Lo dividiamo in quattro parti e riportiamo su tre di esso ridisegnandoli, il pavimento, la parete che sta dietro di noi e quella che si trova alla nostra destra

Stiamo costruendo il Triedro di Monge 



Il pavimento sarà il nostro P.O. (piano orizzontale), la parete con la lavagna sarà il P.V. (piano verticale) e la parete con la carta geografica sarà il P.L. (piano laterale). Una volta disegnato si taglia metà della mediana minore del rettangolo del foglio e si piega così
modellino a cura di Giulia G. classe 2F
A questo punto prendiamo un altro foglio da disegno lo dividiamo ancora in quattro parti e su tre di loro scriviamo la sigla del piano che ciascuno rappresenta, la quarta parte è il piano di ribaltamento ricordate?
Per capire che quando ci troviamo su di un piano di proiezione gli altri due piani sono rappresentati dai segmenti che lo delimitano, appoggiamo in successione i tre lati del nostro triedro su ciascun piano corrispondente del foglio da disegno, in particolare:
  • Appoggio il pavimento del mio modellino tridimensionale sul P.O. indicato sul foglio da disegno in basso a sinistra e provo a guardare dall’alto (PIANTA). Riesco a vedere completamente gli altri due piani? No, vedo solo due segmenti perpendicolari tra di loro che delimitano il P.O..Ecco quelli sono rispettivamente il P.V., orizzontale in alto coincidente con la L.T. e il P.L.,verticale alla mia destra;

  • Ora appoggio la “parete-lavagna” sul P.V. e guardo di fronte (PROSPETTO). Al solito vedo che gli altri due piani sono rappresentati dai segmenti confinanti, P.L. alla mia destra e P.O. in basso sulla L.T.;
  • Infine procedo allo stesso modo con il terzo piano appoggiando la “parete-cartina” sul P.L.(FIANCO). Il P.V. è alla mia sinistra e il P.O. in basso coincidente con la L.T. 

Proviamo ora a risolvere il quesito iniziale (Cubo poggiato sul P.O. e sul P.V. con due facce) partendo dalla situazione tridimensionale:
  • posiziono il cubo nel triedro come indicato dall'esercizio
  • mi posiziono perpendicolarmente ai tre piani per capire quale faccia del cubo visualizzo sui tre piani

  •  infine raffiguro sul foglio già preparato (che altro non è che il modellino aperto) le tre viste del cubo (dall’alto PIANTA, di fronte PROSPETTO, di lato FIANCO) partendo dalla costruzione del quadrato sul P.V. e facendo attenzione a ribaltare correttamente le informazioni dal P.O. al P.L. con il compasso o tracciando delle linee inclinate a 45°.


Com'è andata ragazzi?

Fatemi sapere!

mercoledì 24 luglio 2013

INFORMATICA: Disegni Geometrici con PAINT (IV)

Per sconfiggere la noia estiva ecco la quarta serie di disegni geometrici da realizzare con il programma PAINT (tutti i programmi  → accessori → paint)  usando le funzioni RETTANGOLO, LINEA e ELLISSE
1) Innanzitutto impostate la grandezza della pagina su cui lavorerete (barra Menu →  Immagine → Attributi) in modo da avere sufficiente “spazio di manovra” e buona visibilità (es. 50x50cm, 2000x2000 pixel, 20x20pollici);
2) Scegliete ora l’opzione RETTANGOLO dalla barra strumenti e tenendo sempre premuto lo SHIFT (maiuscola) trascinate il mouse tracciando un quadrato delle dimensioni preferite;
3) A questo punto, usando il comando LINEA, puntate il cursore del mouse in uno dei quattro angoli del quadrato e trascinate il mouse, sempre con il tasto SHIFT premuto, verso l’angolo opposto. Dopo fate lo stesso con gli altri due angoli rimasti;
4) Tracciate le mediane partendo dal centro. Sempre utilizzano il comando LINEA e tenendo premuto lo SHIFT puntate il cursore sull’incrocio delle diagonali e tracciate le linee orizzontali e verticali delle mediane con quattro passaggi successivi;

 5) Ora cliccate sul comando ELLISSE e posizionate il cursore su l'angolo in basso a destra. Poi tenete lo SHIFT premuto e trascinate il mouse fino a l’estremo opposto della diagonale, rilasciate tutti i comandi per ottenere la circonferenza inscritta nel quadrato iniziale;
6) Cancellate con il comando CANCELLA (gomma) della barra strumenti tutte le parti eccedenti la circonferenza e iniziate ad unire ciascun punto d’intersezione delle mediane  e delle diagonali con la circonferenza  con gli angoli opposti;
7) A questo punto selezionate il grafico ottenuto e copiatelo per due volte utilizzando prima il comando SELEZIONA (rettangolo tratteggiato) poi tasto destro del mouse COPIA, rilasciate, e INCOLLA, dopodiché trascinate le copie affianco a l'originale;
8) Per eseguire i tre modelli sottostanti prima osservateli bene poi cancellate da ogni schema le parti eccedenti e dopo colorate a piacere selezionando il comando RIEMPIMENTO e scegliendo i vostri colori preferiti dalla tavolozza in basso a sinistra.
 BUON DIVERTIMENTO!


martedì 11 giugno 2013

IL PETROLIO cmap

Tempo di esami... ecco uno degli argomenti principe su mappa, spero sia utile!



giovedì 30 maggio 2013

RIFLESSIONI: libri di testo sì libri di testo no...

Sempre più spesso mi chiedo se il ruolo dei libri di testo e di tecnologia in particolare in quest'era di ramificatissime reti sia ancora valido...
Certo una linea guida, un supporto che coinvolge piacevolmente olfatto, tatto e vista e che ci fa accedere senza elettricità ad alcune informazioni non è poi così male … e poi non tutte le scuole sono ancora in grado di fornire tablet o pc ai loro docenti e studenti. Ma fino a che punto un libro di testo può coprire la miriade di informazioni incalzanti, di aggiornamenti, di nuove scoperte che avvengono ogni giorno relativamente agli argomenti in genere trattati? La questione è spinosa, certo internet e gli e-book ci vengono incontro, ma la velocità in cui siamo immersi sembra renderli già vecchi nel momento stesso in cui escono... e allora che si fa? rimaniamo sospesi nel limbo? 
Leggendo gli obiettivi di apprendimento, previsti al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado, previsti dalle nuove Indicazioni Ministeriali la mente ritorna alle vecchie Scuole di Avviamento e a quel loro chiaro obiettivo di acquisire competenze, la storia si ripete? Forse che con tanta velocità la tartaruga di esopiana memoria vince ancora? Forse sì, perché le vere competenze sono una questione di lentezza e di piacere, piacere e passione nel fare le cose, poche ma buone, e non nel riempire convulsamente il poco tempo a disposizione con troppi concetti che inevitabilmente verranno “vomitati” e dispersi subito dopo. Tante volte mi ripeto e ripeto ai miei ragazzi "Presto e bene non stanno insieme!..." ma poi ci si casca tutti nel vortice della fretta e si va avanti aspettando che qualcosa cambi …
In questo grande e contraddittorio caos resta fermo, comunque, che la scuola secondaria di 1° grado se vuole farsi sempre più come scuola del "come" e non del "cosa" dovrà tornare ad essere sempre più laboratorio, cantiere aperto, luogo d'esperienza interattivo "senza tempo e senza spazio" (vedi mia relazione aule 2.0), di conoscenze e competenze da scambiare armoniosamente in una continua spirale d’apprendimento che veda libri, tablet, i-phone, e-book e l’esperienza di chi sa fare come fonti interscambiabili, varie e valide allo stesso modo ma sempre come mezzo e non come fine, il tutto condito da un linguaggio che sia specchio dei tempi e non geroglifico sempre più indecifrabile di nozioni irraggiungibili. Intanto, però, spazi non ce ne sono e il tempo, almeno finché resta strutturato in ore cadenzate da ansiogene campanelle è ancora di più tiranno. E allora? Allora si fa quel che si può … l’importante, intanto, è fare per e con i ragazzi, bagnarsi d’umiltà e rinnovarsi, ripensando lo spazio aula come spazio dinamico in continuo divenire, rivoluzionarsi (proprio nel senso etimologico del termine revolvere, voltarsi indietro, dalla parte opposta) scambiandoci alla pari conoscenze e competenze come figurine preziose e parlando la loro lingua, pur di dare un senso al nostro, ma soprattutto al loro lavoro, visto che sempre più spesso pensiamo, scoraggiati e stanchi, che un senso non ce l’ha.

domenica 19 maggio 2013

MAPPE MENTALI (III)

Ancora sulla moda ma questa volta sono le mappe dei ragazzi della 2°B di Crespina, bravi! Siete anche stati taggati!
1° gruppo: Lorenzo, Elisa, Matteo, Alex e Gabriele
2°gruppo: Sebastian, Rodrigo, Luca e Giacomo
3°gruppo: Lorenzo, Elena, Gabriele e Gloria
4° gruppo: Emily, Clara, Desada e Sharon

martedì 14 maggio 2013

MAPPE MENTALI (II)

La classe 1F di Santa Luce si è "sbizzarrita" in queste mappe mentali sui SETTORI PRODUTTIVI, bravi ragazzi!
1° gruppo: Asya, Chiara, Florjan, Samuele e Robert
2° gruppo: Azzurra, Niccolò, Dario, Vlad e Giovanni
3° gruppo: Gabriele, Damiano, Marco, Noa e Tiziano
Complimenti anche alla 2A di Crespina che si è impegnata nella realizzazione di mappe sulla MODA, bravi!!!
1° gruppo: Giulia, Alia, Michela e Marco
2° gruppo: Francesco, Alessia, Barbara, Francesca e Marwa
3° gruppo: Luca, Giuseppe, Maria Giulia, Koji
4° gruppo: Filippo, Virginia, Denis, Nicolò e Gaia